Comunicati stampa del Laboratorio su Steccone
Le ruspe nell'area Gesam
Comunicato Stampa del 23 aprile 2010

 

E' un giorno di marzo triste per S.Concordio: con l'arrivo delle ruspe della Polis nell'area Gesam abbiamo perso l'ultima occasione che ci rimaneva per fermare il degrado urbanistico del nostro Quartiere, e, con essa, la speranza di lasciare ai nostri figli un luogo migliore in cui crescere.

Non ci sara' un'altra area Gesam a S.Concordio, questa era ed e' unica ed irripetibile: per la posizione centrale e strategica, per la presenza delle vie d'acqua, per l'antico porto fluviale, per l'archeologia industriale, per gli spazi aperti e verdi residui, si poteva considerare il fulcro da cui cominciare per ricostruire l'identita' e la memoria storica del Quartiere, e per portare finalmente, anche "fuori delle Mura", una piu' alta qualitaì del vivere. Vedere questa delicata area cosi' banalizzata e cosi' manomessa dalla brutalita' dello "Steccone", e' una cosa che ci fa male.

Fino a pochissimi anni fa, quando avanzammo formalmente al Comune la nostra proposta per riqualificare la zona, l'area Gesam era di proprieta' comunale, aveva una destinazione interamente pubblica e vi si poteva intervenire solo con piano di recupero. Con un colpo di mano e' stato prima abolito il piano attuativo, poi venduta l'area. Il Comune l'ha ceduta alla Gesam, la quale l'ha venduta alla Polis, che nel frattempo era stata ricomprata al 99% dal Comune; la Polis, infine, pare abbia venduto "sulla carta" alla Gesam una parte degli uffici che realizzera'. Quattro compravendite, tutte tra soggetti pubblici o a maggioranza di partecipazione pubblica, in meno di un lustro: chi ci avra' guadagnato?

E' ridicolo che Giurlani dichiari che "ha accolto i suggerimenti", perche' e' vero il contrario: da oltre due anni cittadini e Circoscrizione chiedono all'unisono una sola cosa: che venga ridimensionato lo "Steccone", avanzando proposte concrete come l'abbassamento di un piano e l'accorciamento della parte prospiciente al canale Formica. Sindaco e Polis hanno sempre fatto orecchie da mercante, e nonostante l'impegno ad un "tavolo di concertazione"(che non si e' ai tenuto), tutto quello che hanno concesso e' stata la disponibilita' a sentire la Circoscrizione solo su aspetti che sono del tutto secondari e irrilevanti nel contesto complessivo dell'intervento edilizio, come la pavimentazione della piazza o il posizionamento delle panchine e delle attrezzature. Come si dice a Lucca, alla domanda "dove vai?" hanno risposto sempre "son cipolle". Lo " Steccone" infatti e' stato appaltato nella sua inaccettabile versione originale, perche', per non correre il rischio di rifare l'appalto o di sottostare all'obbligo del piano attuativo, non poteva essere modificato neppure in minima parte.

La vicenda dello Steccone, oltre a rappresentare a nostro parere un grave ed irreversibile danno per il territorio, ha anche squarciato il velo su un problema di democrazia e legalita' che dovrebbe preoccupare la nostra citta': come e' ossibile che un progetto di iniziativa pubblica cosi' importante per il territorio non sia mai presentato alla collettivita', che una petizione sottoscritta da oltre 1300 cittadini venga totalmente ignorata e mai trattata in alcuna sede, che impegni presi in assemblea pubblica vengano tranquillamente disattesi, che tavoli di concertazione promessi non vengano mai tenuti, che tutte le formali osservazioni presentate da cittadini e Circoscrizione vengano sistematicamente respinte, che ci si rifiuti di incontrare i comitati, che i permessi vengano rilasciati due giorni prima che cambino le regole, che non siano tenute in conto irregolarita' che avrebbero indotto qualunque altro soggetto a ripresentare i progetti e a rifare gli appalti? Suonano lettera morta i principi fondanti dello Statuto del Comune di Lucca, secondo i quali "Il Comune cura gli interessi dei cittadini e ne garantisce la partecipazione alle scelte della comunita' ". Al loro posto parlano oggi i motori delle ruspe, che fanno gli interessi non si sa di chi, e, per l'ennesima volta, a S.Concordio si scrive una brutta pagina di incivilta' urbanistica.