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La vendetta del "Transatlantico"

 

 

 

 

 

 

 



In pochi abili tratti lo descrisse il dott.La Selva nel suo libro del 1997

In via Guidiccioni, 50 metri prima del semaforo, esiste ancora una strana costruzione che i vecchi Sanconcordini chiamano col bizzarro nome di “Transatlantico”. Non la si nota facilmente passando dalla strada perchè è un po' arretrata....Ma a mettersi in osservazione sul marciapiedi opposto la si vede bene, alta e lunga, rivestita in parte di assi di legno scuro, in parte da un intonaco rosa sbiadito e scrostato dalle intemperie, con le finestrelle tutte in file come gli oblò di una nave, ombreggiata da una rosa rampicante e da una vite americana rigogliose e incolte che d'estate la nascondono quasi completamente alla vista. Sul tetto i tre alti comignoli che hanno dato origine al nome fantasioso”.

In poche ore, lo scorso 23 settembre, il Transatlantico è stato raso al suolo per fare posto a delle nuove costruzioni. Certo, era un rudere “insalvabile”, dalle discutibili tecniche costruttive, anche se il proprietario, nel racconto di La Selva, “descriveva con entusiasmo tutti gli accorgimenti e le innovazioni che vi aveva profuso nel costruirla; in particolare andava orgoglioso delle pareti e intercapedine con tutto un sistema di paratie e tiraggi che le permetteva di mantenersi asciutta e calda d'inverno, e fresca d'estate”.

Ma il problema non è tanto se il Transatlantico, malandata e fatiscente costruzione “eclettica”, si poteva salvare o meno, discussione oziosa, visto che è stato raso al suolo, ma cosa “ci faranno” al suo posto: vox populi parla di un numero di appartamenti che è difficile credere che possa entrare in quello spazio così limitato.

Proprio quello che ci mancava, in via Guidiccioni, strada di quartiere costretta a fare da seconda circonvallazione, dove non si trova più neanche il parcheggio a pagamento, e dove già pende la spada di Damocle dei 90.000 mcubi delle ex officine Lenzi.

Proprio quello che ci mancava, a S.Concordio, ove ormai da anni si è “sforato” nelle quote residenziali (si è costruito più di quanto consentiva il Piano Struttuale), e ciononostante si è continuato e si sta continuando a costruire, con più accanimento di prima, come se nulla fosse.

Ma il Transatlantico “non ci è stato” a farsi abbattere così, nel silenzio, senza colpo ferire. Oggi 26 settembre al passaggio del camion che portava via la terra si scavo si è aperta una voragine sul marciapiede da cui si accede al cantiere. Ne consegue che è impossibile ora raggiungere il cantiere, se non a piedi. Dalla voragine si intravedono, intatti, i solidi muri del letto del canale Benassai, che scorreva a cielo aperto lungo la via Guidiccioni è che è stato coperto (risparmiando evidentemente molto sull'impiego di ferro) all'inizio dello scorso secolo. Come se non bastasse, lo scavo del cantiere si è riempito di acque giallognole.

Che si sia così compiuta la “vendetta” del Transatlantico?

Crediamo poco alle superstizioni, ma come non vedere che è questa l'ultima di una lunghissima serie di situazioni in cui il territorio fragile di S.Concordio ha mostrato di non reggere lo stress dell'assalto dei cambiamenti che lo stanno stravolgendo. I fossi coperti, i campi spariti, i Chiariti seppelliti sotto l'asfalto, i pini secolari, i cipressi e il sambuco abbattuti, la vecchia filanda demolita, i resti archeologici dell'antico porto deturpati, i cordoli in pietra trafugati, gli Archi del Nottolini che cadono a pezzi, i lampioni, i marciapiedi e le piste ciclabili che gridano vendetta, il ponticello sul Formica o il parapetto sul Piscilla rifatto nuovo, gli Stecconi: tutti i giorni un piccolo pezzo della memoria e della identità di questo quartiere sparisce senza lasciare traccia.

Tutti i giorni ce n'è una nuova, e tutte trovano il medesimo comune denominatore nella sempre più immotivata ed eccessiva cementificazione che si è riversata su questo quartiere.

Crediamo di interpretare così l'ultimo grido del vecchio Transatlantico di via Guidiccioni.


 

(C.M)
Associazione dei residenti Contrada di S.Concordio  - 26 settembre 2011